martedì 31 dicembre 2013

tempus fugit (o dell'inutile scansione del tempo)


E così un altro anno è finito, e ci stiamo per lanciare nel prossimo. 
E il prossimo amiamo sempre pensarlo migliore di questo, più felice, più sereno, più fortunato, ecc..

Ma se per una volta, invece di sperare, imparassimo a rimboccarci le maniche e cominciare proprio in maniera diversa un anno che vogliamo differente dal precedente, da dove inizieremmo?

Io ho una serie di idee che vi racconterò a poco a poco. Ma oggi vorrei formulare un augurio a me e a voi tutti, perché questa è la mia priorità e mi piacerebbe che lo fosse anche per tutti voi.

Il mio augurio per questo nuovo anno è di imparare a prendermi il tempo che mi necessita per essere di nuovo io, per curare me stessa, per riprendere fiducia in me e nelle mie capacità. Tempo per progettare e tempo per fare. E poi tempo da passare con la mia famiglia, tempo per fare scampagnate, passeggiate in montagna o al mare, visite a musei o a cittadine che non conosciamo, tempo da passare insieme lontani dai "doveri" scolastici o lavorativi, per ridere e ricordarci di quanto importante è la leggerezza. 
E tempo da passare insieme agli amici, che sono la nostra grande famiglia, dimenticando la scansione delle ore che ci dividono dagli altri impegni.

Perché la vita è breve e in fondo la felicità è fatta di piccole cose, quelle stesse piccole cose che trascuriamo quando andiamo di fretta. 

A tutti voi regalo oggi un sorriso, da cui voglio ripartire domani, nel nuovo anno.




domenica 29 dicembre 2013

selezionare il superfluo e... liberarsene

Da diverso tempo ho iniziato a guardarmi attorno e trovare insopportabile essere circondata da oggetti che ormai non hanno per me più nessuna attrattiva o utilità.
Pur non essendo mai stata una patita dello shopping, mi accorgo di essere stata sommersa nel tempo da oggetti regalati, o anche comprati, che poi per un motivo o un altro mi hanno deluso o che non ho saputo sfruttare al meglio o che semplicemente non mi piacciono.
Emblematico il caso della affettatrice, usata due volte e tenuta da parte in attesa di tempi migliori, che non sono mai venuti. Così da un annetto a questa parte è venuta fuori prepotentemente la voglia di liberarmi di tutto quello che non ritengo più tanto interessante da tenerlo in casa.
Il guaio è che non riesco a trovare facilmente una nuova destinazione per gli oggetti ed escludo la discarica per motivi ovvi: sono utilizzabili (spesso sono proprio nuovi o usati al massimo un paio di volte) e trovo un peso insopportabile per la collettività  riempire la discarica di oggetti integri.
Ho escluso anche i negozi dell'usato che ormai affollano le nostre città. Se devo regalare, preferisco farlo a chi dico io. E infatti all'inizio di Dicembre ho caricato la macchina fino all'orlo e ho portato tutto al "Barattolo di Berta" un centro che si occupa di mettere a disposizione di chi ne ha necessità tutto quello che a ciascuno di noi non serve più. Ho anche aiutato a mettere a posto ed è stato prezioso per me poter essere utile "in diretta" a una famiglia che aveva giusto necessità di oggetti che io avevo portato. Che bella sensazione, essere utili!
Ho anche trovato di grande utilità un gruppo FB "te lo regalo se vieni a prenderlo" e qualche volta sono riuscita a barattare qualcosa in altri gruppi. La verità però è che io non ho bisogno di altro, al contrario ho urgenza (soprattutto interiore, ma anche logistica) di far uscire roba, senza farne entrare altra. Questo è il motivo per cui uso anche siti che mi permettono di vendere l'usato che non mi serve più.
L'imperativo di quest'anno è fare uscire più roba di quanta ne entrerà (e in realtà sarebbe anche di farne entrare pochissima). Mi farebbe piacere vivere con maggiore leggerezza, tenendo con me solo quello che è davvero utile, anche se mi accorgo che di giorno in giorno la mia lista di "cose necessarie" si assottiglia.
In questa fase della mia vita mi pare che l'imperativo sia tornare all'essenziale.

mercoledì 25 dicembre 2013

Di nuovo Natale!

Ed ecco è arrivato di nuovo Natale.
In un soffio.
Questi ultimi anni mi sembrano scorrere così velocemente che faccio fatica a rendermene conto e sento il desiderio di fermare il tempo, per godermi di più i momenti che inevitabilmente scorrono veloci, uno dopo l'altro. Mi sembra a volte di arrancare, di arrivare alla fine della giornata, stanca, con l'unico desiderio di rimandare a domani quel che non sono riuscita a completare. E nonostante gli sforzi a volte sono davvero insofferente, e mi dispiace.
Ma quando mai riuscirò a terminare la lunga lista di cose da fare che ogni giorno mi costruisco? Resto sempre indietro, rallentata da alcuni inattesi imprevisti o anche da lunghi attimi in cui perdo la nozione del tempo, salvo a risvegliarmi accorgendomi che è ormai troppo tardi per tutto, se non per i doveri imprescindibili e qualche volta anche per quelli.
Ma cosa è davvero improrogabile? Cosa è davvero impossibile da disattendere?
Da qualche anno sento prepotentemente il desiderio di cambiamenti importanti, sento la mia anima ribollire, avverto fermento in me. Per esempio da un po' di tempo sento la mancanza e quindi l'urgenza di poter dedicare del tempo a me, e invece è sempre così poco lo spazio che riesco a costruirmi. A volte mi pare inesistente e mi pare di soffocare.
Il Natale è il momento in cui da cristiani si festeggia il Dio-bambino che torna a nascere dentro di noi. E per ciò stesso si pensa all'anno trascorso e al rinnovamento interiore su cui ci ripromettiamo di lavorare durante il prossimo. E' tempo di somme da tirare, di bilanci da fare, e di obiettivi per il futuro dunque.

Così il mio augurio per questo Natale è di trovare il tempo da dedicare a noi stessi e alle persone che più amiamo. Perché nulla altro ha più senso di questo, nulla è più importante. E' un augurio per me stessa e per tutti noi!!
Buon Natale a tutti coloro che passeranno da queste parti! Buon cambiamento!


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